Artrosi: esami utili parte 3^
domenica 14 marzo 2010 alle 15:00
Pubblicato da medicinaefitoterapia
Pubblicato da medicinaefitoterapia


Artrosi: TAC
- La TAC: la Tomografia Assiale Computerizzata è una speciale indagine che, a differenza dell’ecografia, sfutta l’azione e la potenzialità dei raggi X, permettendo quindi di ottenere immagini tridimensionali e dettagliate. Nel corso dell’esame, che di solito non supera i 40 minuti, il paziente deve sdraiarsi su un lettino che viene fatto scorrere all’interno di un’apparecchiatura a forma di tubo. La fonte dei raggi X ruota attorno all’area da esaminare e raccoglie le immagini che poi vengono rielaborate da un computer. La TAC è un esame non invasivo e solo in alcuni casi è richiesta la somministrazione di mezzi di contrasto, ma c’è anche da dire che il paziente viene sottoposto all’assorbimento di una quantità di radiazioni superiore a quella emanata dalla radiografia tradizionale e quindi deve essere analizzato caso per caso il rapporto rischio/beneficio. Rispetto alla radiologia tradizionale, la TAC ha il vantaggio di potere analizzare le zone del corpo umano con maggior precisione, visualizzando anche parti che prima risultavano oscure; infatti con questa tecnica è possibile vedere con chiarezza i dischi intervertebrali, i menischi, i muscoli, i tendini, i legamenti e le radici nervose. Le immagini ottenute sul computer possono essere infatti manipolate ed ingrandite a seconda delle esigenze di indagine. La TAC è soprattutto utile, in campo reumatologico, soprattutto per studiare le strutture scheletriche, le fratture e i loro esiti.
- La Risonanza Magnetica: è l’esame radiologico più indicato per studiare le piccole articolazioni come la spalla. il gomito, il polso, le mani, il ginocchio ed il piede, ma è anche utilissimo per la diagnosi di sopette alterazioni alla colonna vertebrale. Rispetto alla TAC, la Risonanza ottiene le immagini, attraverso l’impiego di campi magnetici e onde radio, sostanze non dannose per l’organismo. Questo esame è consigliato eseguirlo nelle strutture ospedaliere, visti i costi molto elevati. La persona viene fatta sdraiare su un lettino, che viene poi introdotto in cilindro di plastica che produce il campo magnetico; l’esame in media dura dai 30 ai 90 minuti e il paziente deve restare completamente immobile in questo spazio ristretto. Anche se questo esame non causa alcun tipo di pericolo o di dolore, può capitare, soprattutto con chi soffre di claustrofobia, che l’esame debba essere sospeso perchè il paziente si agita troppo e sente il bisogno di uscire dal cilindro. Le immagine fornite dalla risonanza magnetica sono molto precise e si ottengono sempre senza utilizzo di mezzo di contrasto, però a causa del campo magnetico generato dall’apparecchiatura, non possono sottoporsi all’esame quei soggetti a cui sono stati applicati apparecchi metallici interni come per esempio pace-maker e protesi metalliche di qualsiasi tipo.
- Artroscopia: è un esame endoscopico mini-invasivo, che permette l’analisi diretta delle articolazioni, restituendone un’ummagine reale. Lo strumento fondamentale utilizzato è l’artroscopio: attraverso un cavo a fibre ottiche collegato a una sorgente luminosa ed inserito nell’articolazione illumina l’interno e allo stesso filma e registra le immagini dell’articolazione interessata mediante uno micro telecamera; le immagine che sono catturate dall’artroscopio sono poi visulaizzate in tempo reale su di un monitor. Si tratta pur tuttavia di un mini intervento chirurgico e che quindi richiede un’anestesia locale o generale: lo specialista in ortopedia pratica una piccola incisione non più lunga di 1 centimetro all’altezza della zona da analizzare, quindi attraverso questo foro viene inserito l’artroscopio. Attraverso l’atroscopia si possono ottenere immagini dirette delle articolazioni ed è quindi possibile valutare lo stato di usura delle cartilagini. Nata come metodica di indagine diagnostica, l’artroscopia è diventata sempre più spesso anche un trattamento terapeutico di chirurgia nel caso in cui ci sia un’artrosi allo stadio iniziale, soprattutto per l’articolazione del ginocchio; infatti la chirurgia artroscopica permette di riparare lesioni dei menischi e dei legamenti, di ricostruire i legamenti crociati del ginocchio e di eseguire trapianti della cartilagine in pazienti giovani con meno di 40 anni. Questa tecnica non comporta cicatrici rilevanti ed è molto diffusa soprattutto tra gli sportivi in quanto garantisce tempi molto rapidi di ripresa funzionale ed esiti sicuri.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
2 Commenti »
Puoi lasciare una risposta, oppure fare un trackback dal tuo sito.


1
diggita.it dice:
Pubblicato il 14 03 2010 alle 20:09
Artrosi: esami utili parte 3^…
La TAC: la Tomografia Assiale Computerizzata è una speciale indagine che, a differenza dell ’ecografia, sfutta l ’azione e la potenzialità dei raggi X, permettendo quindi di ottenere immagini tridimensionali e dettagliate. Nel corso dell’esame, che di …
2
www.upnews.it dice:
Pubblicato il 14 03 2010 alle 20:11
Artrosi: esami utili parte 3^…
La TAC: la Tomografia Assiale Computerizzata è una speciale indagine che, a differenza dell’ecografia, sfutta l’azione e la potenzialità dei raggi X, permettendo quindi di ottenere immagini tridimensionali e dettagliate. Nel corso dell’esame, che di so…